sabato 16 novembre 2013

ITALIA - FIJI

16 NOVEMBRE 2013 Cremona stadio Zini, ore 15,00 si gioca Italia - Fiji.

Io sempre nella mia personalissima sala stampa: il mio divano!

Dopo l'ingresso da solo di SERGIO PARISSE e di MARTIN CASTROGIOVANNI per i loro 100 caps partono gli inni prima quello fijiamo e poi quello italiano.

Dopo gli inni la Pacific war dance, la danza di guerra delle isole fijiane e poi via con il calcio di inizio battuto dagli italiani.

PRIMO TEMPO

3° minuto dopo un placcaggio in ritardo e duro, molto duro, conquistiamo il primo calcio di punizione,

8° minuto con un riciclo sbagliato in fase di attacco consegniamo la palla ad un missile fijiano che fa un coast to coast e va in meta (non trasformata) Italia - Fiji 3 - 5.

14° minuto rubiamo una touche, tre passaggi la palla arriva a capitan Sergio Parisse che festeggia i suoi 100 caps con una splendida meta in tuffo, ma non ci viene convalidata perché l'ultimo passaggio dall'arbitro del TMO (prova televisiva) viene ritenuto in avanti.

17° minuto calcio di punizione per l'Italia, sbagliato Italia - Fiji 3 - 5.

20° minuto un fijiamo mette a testa in giù un nostro giocatore, un fallo grave e per questo prende un cartellino giallo, espulso per 10 minuti.

24 ° minuto secondo fallo grave fijiano, placcaggio alto, altro cartellino giallo, le Fiji giocano in 13: dobbiamo approfittare di questo doppio vantaggio numerico!

25 ° minuto altro fallo grave, altro placcaggio alto, altro cartellino  giallo le fiji rimangono in 12, dalla punizione piazziamo un calcio: Italia - Fiji 6 - 5.

28° minuto altro giallo per i fijani, adesso giochiamo in 15 contro 11.

29° dopo aver battuto la punizione riprendiamo con una touche, cassaforte e ariamo gli avversari fin dentro la loro area di meta, capitan Parisse finalmente schiaccia e stavolta la meta è assegnata e trasformata. Italia - Fiji 13 - 5. Rientra il primo espulso e quindi giochiamo in 15 contro 12.

34° minuto azione corale e Luke Mclean schiaccia in meta (trasformata). Italia - Fiji 20 - 5.

Fine primo tempo: Italia - Fiji 20 - 5. Fijiani molto indisciplinati e fallosi, noi ne abbiamo approfittato ma non fino in fondo forse potevamo fare qualche punto in più. Adesso risiamo in campo 15 contro 15.

SECONDO TEMPO

46°minuto, calcio di punizione per l'Italia: Italia - Fiji 23 - 5.

48° minuto, furiosa scorribanda fijiana, meta (non trasformata) Italia - Fiji 20 - 10.

53° minuto punizione per l'Italia, calcio non piazzato, Italia - Fiji 23 - 10.

57 ° mimuto, mischia a 5 metri, avanziamo ma loro crollano fallosamente, meta tecnica (trasformata), Italia - Fiji 30 - 10.

59° minuto i fijiani palla alla mano partono dalla loro metà campo e come fulmini arrivano in meta (trasformata). Italia - Fiji 30 - 17.

67° minuto la mancanza di disciplina dei fijiani continua, altro cartellino giallo, trasformiamo la punizione in mischia, e dalla base parte Parisse che poi passa a Vosawai che vola in meta (trasformata),   Italia - Fiji 37 - 17.

71° minuto sempre con il gioco alla  mano i fijiani trovano la meta (trasformata)  Italia - Fiji 37 - 24.

73° minuto fallo di Parisse che prende un cartellino giallo, pure noi rimaniamo in 14.

75° minuto  l'italia comincia a calare e commette qualche errore di troppo, altra meta (trasformata) fijiana: Italia - Fiji 37 - 31.

83° minuto in affanno finiamo la partita vincendo una mischia e buttando fuori il pallone

risultato finale  Italia - Fiji 37 - 31.

VITTORIA! CASTRO E PARISSE NON POTEVANO FESTEGGIARE MEGLIO I LORO 100 CAPS




100 - CENTO

Prepartita ITALIA - FIJI per il CARIPARMA TEST MATCH

Loro forti alla mano e molto veloci, noi forti nelle fasi statiche mischia e touche, ma ora non è il momento di parlare della partita ora c'è solo da acclamare, osannare, ringraziare 2 grandi giocatori, 2 grandi bandiere della nostra squadra.

Oggi da soli entreranno in campo prima di tutti gli altri giocatori Capitan Sergio Parisse e il nostro pilone sinistro Martin Castrogiovanni.

Entreranno da soli perché questo è l'onore concesso a chi arriva a 100 CAPS!

Possiamo solo dire 

GRAZIE SERGIO! 

GRAZIE MARTIN!

per tutto quello che avete fatto, per tutto quello che avete dato e darete ancora al rugby italiano.

sabato 9 novembre 2013

ITALIA - AUSTRALIA

Torino, Stadio Olimpico, ore 15.00

L'Australia (4° nel ranking mondiale) non può permettersi di perdere, l'Italia ( 12° nel ranking mondiale) deve prendersi la rivincita dallo scorso anno.
50 presenze per Luke Mclean, proprio oggi, proprio contro la nazione dove da genitori italiani è nato.
Gli inni: silenzio per quello australiano, uno stadio intero canta per quello italiano.

I°  tepo

Calcio d'inizio per l'Australia, la prima palla in attacco è per l'Italia, subito in touche.

Azione martellante dell'Italia, conquistiamo un vantaggio trasformato in un calcio di punizione, 5° minuto Italia 3 Australia 0.

Si riparte, l'Australia conquista subito un calcio di punizione: sbagliato, 7° minuto Italia 3 Australia 0.

11° minuto: l'Italia vola, ruba la palla agli avversari e alla mano fa tutto il campo un coast to coast corale e Luke Mclean va in meta (trasformata) fra i pali: meraviglioso! Italia 10 Australia 0.

15° minuto: di potenza dopo vari tentativi Australia in meta (trasformata). Italia 10 Australia 7.

22° minuto: folata australiana e meta ( trasformata) nell'angolo sinistro. Italia 10 Australia 14.

31° minuto: altra meta australiana (non trasformata), sempre nell'angolo sinistro. Italia 10 Australia 19.

34° minuto: punizione per l'Italia, calcio sbagliato. Italia 10 Australia 19.

38° minuto: guadagniamo un altro calcio di punizione, sbagliato, Italia 10 Australia 19.

Finisce così il primo tempo: ci mancano 6 punti non impossibili all'appello! Forza non molliamo!

II° tempo

Calcio d'inizio dell'Italia, palla in attacco per l'Australia.

51° minuto: dopo un inizio piuttosto lento altra meta (trasformata) australiana,  Italia 10 Australia 26.

58° minuto: coltellata australiana che ormai mette le mani sulla vittoria della partita, meta (trasformata), Italia 10 Australia 33.

61° minuto: l'Italia rialza la testa, dopo vari raccogli e vai sfondiamo le linee nemiche e arriviamo in meta (non trasformata) con il grande Lorenzo Cittadini appena entrato, Italia 15 Australia 31.

65° minuto: punizione da lontano per l'Australia, Italia 15 Australia 36.

66° minuto: l'Australia dilaga e ritorna in meta (trasformata), Italia 15 Australia 43.

68° minuto: Italia in forte crisi, Australia in meta (trasformata), Italia 15 Australia 50.

75° minuto: Italia che non molla, entra in meta ma la palla è tenuta alta guadagniamo una mischia a 5 metri e si riparte a pigiare, si riguadagna un'altra mischia a 5 e da lì si riparte, pigia e ripigia ci siamo arrivati, siamo al 79° e andiamo in meta (non trasformata) con Allan entrato al posto di Gori, Italia 20 Australia 50.

Così finisce la partita, potevamo fare meglio, mancano i calci, ma indiscutibilmente loro erano più forti.

PREPARTITA


La concentrazione sale,
l'emozione sale,
la tensione sale.

Sai che da lì a poco dovrai indossare una maglia da rugby, un grande onore,
sai che dovrai onorare la maglia che indossi, giocando al tuo massimo senza risparmiarti,
sai che dovrai scontrarti contro quelli più forti, e giocare al 110% potrebbe non bastare.

Ognuno da solo cerca la sua concentrazione,
ognuno da solo si prepara alla sua sfida personale e in contemporanea alla sfida della sua squadra
tutti insieme ci si riscalda, si saggia il terreno, si prendono gli ultimi accordi.

L'allenatore ha poco da fare, solo dare gli ultimi consigli, solo aiutare i propri giocatori a trovare la giusta concentrazione, solo chiedere loro di dare il massimo poi quello che accadrà … sarà storia!

Nel prepartita tutti sono tesi, tutti hanno paura ma solo gli EROI sanno affrontarla.

Oggi non scendo in campo con le mie squadre, lo faremo la prossima settimana, oggi ricominciano i test autunnali il CARIPARMA TEST MATCH, oggi giochiamo contro quelli forti, oggi giochiamo contro l'Australia e forse il 110% potrebbe non bastare, ma venderemo cara la pelle e forse anche il loro 100% potrebbe non bastare.

Io sono pronto nella mia personalissima sala stampa; il mio divano;
come microfono per commentare avrò il mio blog e la tastiera del mio computer;
addosso la maglia della nazionale;
immancabile accanto a me una buona birra ghiacciata (poca! Troppo poca! Il nutrizionista non vorrebbe, ma per la nazionale si può anzi si deve sgarrare) e una ciotola di polentine da sgranocchiare durante la partita (in sostituzione del pane non mangiato a pranzo per poter mangiare durante la partita: che tristezza).

Forza AZZURRI FATECI SOGNARE!

Ecco le formazioni

ITALIA                                                       AUSTRALIA
15 Luke Mclean                                         15 Israel Folau
14 Tommaso Benvenuti                          14 Adam Ashley
13 Luca Morisi                                           13 Tevita Kuridrani
12 Alberto Sgarbi                                     12 Matt Toomua
11 Leonardo Sarto                                    11 Nick Cummins
10 Alberto Di Bernardo                          10 Quade Cooper
9 Edoardo Gori                                         9 Will Genia
8 Sergio Parisse (capitano)                      8 Ben Mowen (capitano)
7 Robert Barbieri                                       7 Michael Hooper
6 Alessandro Zanni                                   6 Rob Simmons
5 Marco Bortolami                                     5 James Horwill
4 Antonio Pavanello                                 4 Sitaleki Timani
3 Martin Castrogiovanni                         3 Ben Alexander
2 Davide Giazzon                                      2 Stephen Moore
1 Michele Rizzo                                         1 James Slipper



lunedì 28 ottobre 2013

SOLI … CON SE STESSI

Pare impossibile che in uno sport di squadra, forse lo sport di squadra per eccellenza, come il rugby si possa fare un'affermazione del genere.

Eppure questo sport, che da soli non può essere giocato, dove senza il sostegno dei compagni e quindi in solitaria non si riesce a fare praticamente nulla, si può parlare di solitudine: di se stessi.

Il rugby ti mette con le spalle al muro e oltre che con l’avversario ti fa lottare proprio con te stesso.

È da soli, solo con se stessi, che si impara ad accettare e a superare le paure del contatto fisico.

È da solo, solo con te steso, che puoi trovare la forza di continuare a rialzarti, lottare, quando tutto ti fa male, quando il fango ti lega i movimenti, quando sarebbe facile fermarsi, arrendersi e buttarsi sotto una doccia calda per lavare via il fango e il dolore muscolare.

Il rugby ci aiuta e ci insegna a superare i nostri conflitti interiori, ci mette di fronte alle nostre fragilità, ce le fa affrontare e ci insegna ad abbatterle.

Il rugby ci mette di fronte alle nostre certezze, ce le fa ridimensionare facendoci scendere dai piedistalli che a volte ci siamo creati da soli e ci riporta a lottare nel mezzo al campo con la nostra squadra, iniziando sempre più ad apprezzare l’appoggio, il sostegno dei nostri compagni.

Prima o poi nel rugby come nella vita “i nodi arrivano al pettine” e allora la tirata di capelli ci fa male, ma deve essere affrontata, non c’è nessuno che ci può pettinare al posto nostro; si può cercare scorciatoie radersi i capelli a zero cercare di scappare dai problemi, ma quelli ti inseguono: dalla vita e da un placcaggio fatto bene non scappi nemmeno se sei Jona Lomu. (questa massima non è mia, io l’ho solo riadattata al rugby dal film Radio Freccia dove Luciano Ligabue fa dire al personaggio principale che “dalla vita non scappi nemmeno se sei Eddie Merckx”).

Allora è bene affrontare la nostra vita come le onde del mare, che è vero che dopo essersi infrante sugli scogli tornano sempre indietro, ma non si arrendono e inesorabilmente ritornano alla carica in un continuo avanti indietro senza smettere mai, ed è così che prima o poi vincono ed erodono gli scogli che si trovano sulla loro strada.

giovedì 10 ottobre 2013

VOLARE

VOLARE è ...
riuscire ad evadere con la fantasia dalle briglie strette della vita quotidiana; stare con otto bambini che cercano di imparare di giocare a rugby è una buona evasione!

VOLARE è ...
trovarsi da soli a pedalare sul crinale di una collina con una poiana che sbatte le ali e poi plana leggera nell'aria parallela a te, a pochi metri da te, che quasi sembra che ti guardi negli occhi!

VOLARE è ...
dopo aver rotto un placcaggio, fare una corsa sfrenata di 20 - 30 metri, il cuore accelera al limite massimo i battiti, nessuno ti riprende, tuffarsi in meta schiacciando la palla in mezzo ai pali!

mercoledì 2 ottobre 2013

CONFRONTI

Da qualche mese ho ritrovato il tempo e la passione di tornare in bicicletta, quindi sono cascato nel solito vortice di mettere a confronto il rugby con le altre mie passioni in questo caso il ciclismo.

Ad una prima "occhiata" i due sport non sembrano paragonabili ma forse non è così.

Nel rugby c'è bisogno di passione, di coraggio, di determinazione per andare AVANTI:
devi superare muri di uomini che vogliono fermarti, mandarti indietro, ci vuol coraggio ad insistere, a spingere, lottare, sfondare, e quando le gambe ti fanno male, tutto il corpo ti fa male, è solo la determinazione e la voglia di conquistare un altro metro che ti manda avanti fino ad arrivare ad aggiudicarti la meta.

Anche nel ciclismo c'è bisogno di passione, coraggio, determinazione per andare AVANTI:
non ci sono muri di uomini che ti vogliono fermare, ma quando affronti le rampe di una salita la voglia di tornare indietro e di fermarsi è tanta, le gambe fanno male, il fiato è corto, la fatica si fa sempre più dura e guardare avanti scoraggia perché spesso non vedi la fine della salita. In questi casi la passione e la determinazione diventano il motore per fare un'altra pedalata, e poi un'altra per conquistare metro dopo metro la strada e arrivare fino alla cima, fino alla meta che ci siamo prefissati.

Una parte fondamentale del rugby è il gioco di squadra, da soli non si arriva quasi mai a nulla, la meta la fa la squadra, il sacrificio di un uomo che lotta e impegna gli avversari, libera spazi ai nostri compagni che possono arrivare in meta, il sostegno dei compagni è quello che ci dà la speranza di poter arrivare fino in fondo al campo e schiacciare la palla.

Beh anche nel ciclismo, che sembra più uno sport individuale, la forza dei compagni e di un gruppo coeso è determinante ad arrivare alla fine del giro che ci si è prefissati, vincere una volata di una gara.
Il sacrificio di un uomo che sta in cima al gruppo a spaccare l'aria rendendo così meno dura la pedalata dei compagni  dà a loro la possibilità di arrivare fino in fondo al percorso con più facilità, con meno fatica per poter così rendere esplosiva l'ultima azione, lo scatto che porterà alla vittoria la squadra che fino a quel punto ha tirato l'ultimo uomo. Se non si parla di gare ma di pedalate fra amici allora i più forti danno semplicemente la possibilità ai meno allenati di arrivare fino in fondo al giro prefissato con più facilità.

Come ultimo raffronto mi piace vedere una mischia di rugby come una squadra di ciclismo che fa una gara a cronometro in linea, tutti si devono muovere all'unisono, sincronizzati, con lo stesso ritmo per avanzare e guadagnare terreno o velocità per arrivare alla meta.

Boh? Forse il rugby non è così diverso dal ciclismo e forse è per questo che mi piacciono tutti e due.