Torino, Stadio Olimpico, ore 15.00
L'Australia (4° nel ranking mondiale) non può permettersi di perdere, l'Italia ( 12° nel ranking mondiale) deve prendersi la rivincita dallo scorso anno.
50 presenze per Luke Mclean, proprio oggi, proprio contro la nazione dove da genitori italiani è nato.
Gli inni: silenzio per quello australiano, uno stadio intero canta per quello italiano.
I° tepo
Calcio d'inizio per l'Australia, la prima palla in attacco è per l'Italia, subito in touche.
Azione martellante dell'Italia, conquistiamo un vantaggio trasformato in un calcio di punizione, 5° minuto Italia 3 Australia 0.
Si riparte, l'Australia conquista subito un calcio di punizione: sbagliato, 7° minuto Italia 3 Australia 0.
11° minuto: l'Italia vola, ruba la palla agli avversari e alla mano fa tutto il campo un coast to coast corale e Luke Mclean va in meta (trasformata) fra i pali: meraviglioso! Italia 10 Australia 0.
15° minuto: di potenza dopo vari tentativi Australia in meta (trasformata). Italia 10 Australia 7.
22° minuto: folata australiana e meta ( trasformata) nell'angolo sinistro. Italia 10 Australia 14.
31° minuto: altra meta australiana (non trasformata), sempre nell'angolo sinistro. Italia 10 Australia 19.
34° minuto: punizione per l'Italia, calcio sbagliato. Italia 10 Australia 19.
38° minuto: guadagniamo un altro calcio di punizione, sbagliato, Italia 10 Australia 19.
Finisce così il primo tempo: ci mancano 6 punti non impossibili all'appello! Forza non molliamo!
II° tempo
Calcio d'inizio dell'Italia, palla in attacco per l'Australia.
51° minuto: dopo un inizio piuttosto lento altra meta (trasformata) australiana, Italia 10 Australia 26.
58° minuto: coltellata australiana che ormai mette le mani sulla vittoria della partita, meta (trasformata), Italia 10 Australia 33.
61° minuto: l'Italia rialza la testa, dopo vari raccogli e vai sfondiamo le linee nemiche e arriviamo in meta (non trasformata) con il grande Lorenzo Cittadini appena entrato, Italia 15 Australia 31.
65° minuto: punizione da lontano per l'Australia, Italia 15 Australia 36.
66° minuto: l'Australia dilaga e ritorna in meta (trasformata), Italia 15 Australia 43.
68° minuto: Italia in forte crisi, Australia in meta (trasformata), Italia 15 Australia 50.
75° minuto: Italia che non molla, entra in meta ma la palla è tenuta alta guadagniamo una mischia a 5 metri e si riparte a pigiare, si riguadagna un'altra mischia a 5 e da lì si riparte, pigia e ripigia ci siamo arrivati, siamo al 79° e andiamo in meta (non trasformata) con Allan entrato al posto di Gori, Italia 20 Australia 50.
Così finisce la partita, potevamo fare meglio, mancano i calci, ma indiscutibilmente loro erano più forti.
sabato 9 novembre 2013
PREPARTITA
La concentrazione sale,
l'emozione sale,
la tensione sale.
Sai che da lì a poco dovrai indossare
una maglia da rugby, un grande onore,
sai che dovrai onorare la maglia che
indossi, giocando al tuo massimo senza risparmiarti,
sai che dovrai scontrarti contro quelli
più forti, e giocare al 110% potrebbe non bastare.
Ognuno da solo cerca la sua
concentrazione,
ognuno da solo si prepara alla sua
sfida personale e in contemporanea alla sfida della sua squadra
tutti insieme ci si riscalda, si saggia
il terreno, si prendono gli ultimi accordi.
L'allenatore ha poco da fare, solo dare
gli ultimi consigli, solo aiutare i propri giocatori a trovare la
giusta concentrazione, solo chiedere loro di dare il massimo poi quello
che accadrà … sarà storia!
Nel prepartita tutti sono tesi, tutti
hanno paura ma solo gli EROI sanno affrontarla.
Oggi non scendo in campo con le mie
squadre, lo faremo la prossima settimana, oggi ricominciano i test
autunnali il CARIPARMA TEST MATCH, oggi giochiamo contro quelli
forti, oggi giochiamo contro l'Australia e forse il 110% potrebbe non
bastare, ma venderemo cara la pelle e forse anche il loro 100%
potrebbe non bastare.
Io sono pronto nella mia personalissima
sala stampa; il mio divano;
come microfono per commentare avrò il
mio blog e la tastiera del mio computer;
addosso la maglia della nazionale;
immancabile accanto a me una buona
birra ghiacciata (poca! Troppo poca! Il nutrizionista non vorrebbe,
ma per la nazionale si può anzi si deve sgarrare) e una ciotola di
polentine da sgranocchiare durante la partita (in sostituzione del
pane non mangiato a pranzo per poter mangiare durante la partita: che
tristezza).
Forza AZZURRI FATECI SOGNARE!
Ecco le formazioni
ITALIA AUSTRALIA
15 Luke Mclean 15 Israel Folau
14 Tommaso Benvenuti 14 Adam Ashley
13 Luca Morisi 13 Tevita Kuridrani
12 Alberto Sgarbi 12 Matt Toomua
11 Leonardo Sarto 11 Nick Cummins
10 Alberto Di Bernardo 10 Quade Cooper
9 Edoardo Gori 9 Will Genia
8 Sergio Parisse (capitano) 8 Ben Mowen (capitano)
7 Robert Barbieri 7 Michael Hooper
6 Alessandro Zanni 6 Rob Simmons
5 Marco Bortolami 5 James Horwill
4 Antonio Pavanello 4 Sitaleki Timani
3 Martin Castrogiovanni 3 Ben Alexander
2 Davide Giazzon 2 Stephen Moore
1 Michele Rizzo 1 James Slipper
lunedì 28 ottobre 2013
SOLI … CON SE STESSI
Pare impossibile che in
uno sport di squadra, forse lo sport di squadra per eccellenza, come
il rugby si possa fare un'affermazione del genere.
Eppure questo sport, che
da soli non può essere giocato, dove senza il sostegno dei compagni
e quindi in solitaria non si riesce a fare praticamente nulla, si può
parlare di solitudine: di se stessi.
Il rugby ti mette con le
spalle al muro e oltre che con l’avversario ti fa lottare proprio
con te stesso.
È da soli, solo con se
stessi, che si impara ad accettare e a superare le paure del contatto
fisico.
È da solo, solo con te
steso, che puoi trovare la forza di continuare a rialzarti, lottare,
quando tutto ti fa male, quando il fango ti lega i movimenti, quando
sarebbe facile fermarsi, arrendersi e buttarsi sotto una doccia calda
per lavare via il fango e il dolore muscolare.
Il rugby ci aiuta e ci
insegna a superare i nostri conflitti interiori, ci mette di fronte
alle nostre fragilità, ce le fa affrontare e ci insegna ad
abbatterle.
Il rugby ci mette di
fronte alle nostre certezze, ce le fa ridimensionare facendoci
scendere dai piedistalli che a volte ci siamo creati da soli e ci
riporta a lottare nel mezzo al campo con la nostra squadra, iniziando
sempre più ad apprezzare l’appoggio, il sostegno dei nostri
compagni.
Prima o poi nel rugby
come nella vita “i nodi
arrivano al pettine” e allora la tirata di capelli ci fa
male, ma deve essere affrontata, non c’è nessuno che ci può
pettinare al posto nostro; si può cercare scorciatoie radersi i
capelli a zero cercare di scappare dai problemi, ma quelli ti
inseguono: dalla vita e da un placcaggio fatto bene non scappi
nemmeno se sei Jona Lomu. (questa massima non è mia, io l’ho solo
riadattata al rugby dal film Radio Freccia dove Luciano Ligabue fa
dire al personaggio principale che “dalla vita non scappi nemmeno
se sei Eddie Merckx”).
Allora è bene affrontare
la nostra vita come le onde del mare, che è vero che dopo essersi
infrante sugli scogli tornano sempre indietro, ma non si arrendono e
inesorabilmente ritornano alla carica in un continuo avanti indietro
senza smettere mai, ed è così che prima o poi vincono ed erodono
gli scogli che si trovano sulla loro strada.
giovedì 10 ottobre 2013
VOLARE
VOLARE è ...
riuscire ad evadere con la fantasia dalle briglie strette della vita quotidiana; stare con otto bambini che cercano di imparare di giocare a rugby è una buona evasione!
VOLARE è ...
trovarsi da soli a pedalare sul crinale di una collina con una poiana che sbatte le ali e poi plana leggera nell'aria parallela a te, a pochi metri da te, che quasi sembra che ti guardi negli occhi!
VOLARE è ...
dopo aver rotto un placcaggio, fare una corsa sfrenata di 20 - 30 metri, il cuore accelera al limite massimo i battiti, nessuno ti riprende, tuffarsi in meta schiacciando la palla in mezzo ai pali!
riuscire ad evadere con la fantasia dalle briglie strette della vita quotidiana; stare con otto bambini che cercano di imparare di giocare a rugby è una buona evasione!
VOLARE è ...
trovarsi da soli a pedalare sul crinale di una collina con una poiana che sbatte le ali e poi plana leggera nell'aria parallela a te, a pochi metri da te, che quasi sembra che ti guardi negli occhi!
VOLARE è ...
dopo aver rotto un placcaggio, fare una corsa sfrenata di 20 - 30 metri, il cuore accelera al limite massimo i battiti, nessuno ti riprende, tuffarsi in meta schiacciando la palla in mezzo ai pali!
mercoledì 2 ottobre 2013
CONFRONTI
Da qualche mese ho ritrovato il tempo e la passione di tornare in bicicletta, quindi sono cascato nel solito vortice di mettere a confronto il rugby con le altre mie passioni in questo caso il ciclismo.
Ad una prima "occhiata" i due sport non sembrano paragonabili ma forse non è così.
Nel rugby c'è bisogno di passione, di coraggio, di determinazione per andare AVANTI:
devi superare muri di uomini che vogliono fermarti, mandarti indietro, ci vuol coraggio ad insistere, a spingere, lottare, sfondare, e quando le gambe ti fanno male, tutto il corpo ti fa male, è solo la determinazione e la voglia di conquistare un altro metro che ti manda avanti fino ad arrivare ad aggiudicarti la meta.
Anche nel ciclismo c'è bisogno di passione, coraggio, determinazione per andare AVANTI:
non ci sono muri di uomini che ti vogliono fermare, ma quando affronti le rampe di una salita la voglia di tornare indietro e di fermarsi è tanta, le gambe fanno male, il fiato è corto, la fatica si fa sempre più dura e guardare avanti scoraggia perché spesso non vedi la fine della salita. In questi casi la passione e la determinazione diventano il motore per fare un'altra pedalata, e poi un'altra per conquistare metro dopo metro la strada e arrivare fino alla cima, fino alla meta che ci siamo prefissati.
Una parte fondamentale del rugby è il gioco di squadra, da soli non si arriva quasi mai a nulla, la meta la fa la squadra, il sacrificio di un uomo che lotta e impegna gli avversari, libera spazi ai nostri compagni che possono arrivare in meta, il sostegno dei compagni è quello che ci dà la speranza di poter arrivare fino in fondo al campo e schiacciare la palla.
Beh anche nel ciclismo, che sembra più uno sport individuale, la forza dei compagni e di un gruppo coeso è determinante ad arrivare alla fine del giro che ci si è prefissati, vincere una volata di una gara.
Il sacrificio di un uomo che sta in cima al gruppo a spaccare l'aria rendendo così meno dura la pedalata dei compagni dà a loro la possibilità di arrivare fino in fondo al percorso con più facilità, con meno fatica per poter così rendere esplosiva l'ultima azione, lo scatto che porterà alla vittoria la squadra che fino a quel punto ha tirato l'ultimo uomo. Se non si parla di gare ma di pedalate fra amici allora i più forti danno semplicemente la possibilità ai meno allenati di arrivare fino in fondo al giro prefissato con più facilità.
Come ultimo raffronto mi piace vedere una mischia di rugby come una squadra di ciclismo che fa una gara a cronometro in linea, tutti si devono muovere all'unisono, sincronizzati, con lo stesso ritmo per avanzare e guadagnare terreno o velocità per arrivare alla meta.
Boh? Forse il rugby non è così diverso dal ciclismo e forse è per questo che mi piacciono tutti e due.
domenica 29 settembre 2013
UN NUOVO GRUPPPO
Ci siamo dopo un periodo di prova il nuovo gruppo è nato, per ora siamo in otto:
4 under 10 Alberto, Franco, Dario, Giacomo e 4 under 8 Matteo, Leonardo, Luigi, Vittorio.
I primi allenamenti sono stati un po' caotici, gli inizi sono sempre così, ma dall'ultimo allenamento le cose sono già cambiate, i ragazzi sono stati più attenti, si sono impegnati di più.
Spero di poter ingrandire il gruppo con altri ragazzi nel corso dell'anno e di poter arrivare ad avere 2 quadre complete per ora ci alleneremo il più possibile e quando giocheremo i tornei lo faremo in franchigia con altre.
Cosa rimane da dire?
FORZA RAGAZZI! Mettetecela tutta, impegnatevi al massimo, non tiratevi indietro, dopo ogni placcaggio rialzatevi e ripartite verso il vostro obiettivo; godetevi questo anno di rugby!
venerdì 13 settembre 2013
PRONTI!.... ATTENTI!....VIA!.... SI RIPARTE
Campo nuovo!
Visi NUOVI!
La paura della prima volta, l’emozione della
prima volta, la curiosità della prima volta, il sorriso a fine allenamento di
chi stanco ha però fatto qualcosa che gli è piaciuto, qualcosa che forse lo ha segnato
per sempre.
Visi NOTI!
La voglia di ricominciare, la voglia di
riesserci, la spavalderia di chi conosce già le regole del gioco, la
sicurezza di chi sa a che cosa andrà
incontro avvolta dalla curiosità di ritestare se stessi sia verso i vecchi noti
compagni sia verso i nuovi arrivati.
La presidente allegra (lo è sempre stata) e sicuramente più
serena nella nuova casa.
La grinta della squadra femminile.
Il mio dolore di dover abbandonare qualche ragazzo (che aimè
lui cresce io invecchio) passato nella categoria superiore, ma gioire per lui
perché adesso lo allena chi è più esperto di me e si avvicinerà sempre più a
giocare il vero rugby; i miei timori: riuscirò a trasmettere ai visi nuovi e a
quelli noti, la voglia di crescere e lottare insieme, la voglia di rialzarsi
dopo ogni placcaggio, la bellezza del rispetto dell’avversario e del compagno
di squadra, l’attaccamento alla maglia, la bellezza del fango che ci ricopre
fin sopra i capelli (con le mamme questa è una partita persa), riuscirò a
trasmettere la bellezza di questo sport? La voglia di rimanere?
La mia enorme gioia di essere parte di tutto questo!
…..
La seconda stagione è partita, sono ripartiti gli
allenamenti, presto i primi tornei e i primi resoconti dai campi.
Forza ragazzi, forza VALDINIEVOLE RUGBY!
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